Report, 2016, video-installazione in HD, colore, suono, 32 min.

Peter Friedl

24 maggio - 6 ottobre 2018
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Giovedi 24 maggio 2018, alle ore 18.30, presso Guido Costa Projects, a Torino, si inaugura la mostra Report di Peter Friedl.
Report (2016) è il titolo dell’importante installazione video che l’artista ha presentato lo scorso anno ad Atene e Kassel in occasione di documenta 14 e qui allestita, per la prima volta in Italia, assieme ad una sua nuova opera. Report è forse il lavoro cinematografico più complesso tra le video installazioni di Friedl, proponendosi ad una lettura multipla, sia formale, che concettuale, giocata per intero sulla messa in crisi dei ritmi e delle convenzioni della rappresentazione. In esso, Friedl esplora la permeabilità del linguaggio e i limiti dell’identità.
Apparentemente conforme alla teoria classica del dramma, il film ha come unico scenario un grande palcoscenico di un teatro completamente vuoto (il Teatro nazionale di Atene). Il testo usato come sceneggiatura è il racconto “Una relazione per un’Accademia” (1917) di Franz Kafka, scritto nel tedesco minoritario del poeta di Praga, celebre parabola in forma di monologo sull’assimilazione, spesso iperinterpretata. Una ventina di attori, per la maggior parte non professionisti, entrano in scena, da soli o in coppia, e recitano a memoria frammenti del testo di Kafka nella propria lingua madre o in un’altra scelta da loro: arabo, curdo, dari, francese, greco, inglese, russo, swahili. In comune tra tutti, oltre al racconto di Kafka sull’umanizzazione della scimmia Rotpeter, nata “sulla Costa d’Oro”, vi è la loro fisicità, l’intenzionalità dei gesti e l’appartenere al vasto popolo dei migranti di oggi, o meglio, alla comunità globale di uomini, donne e bambini in transito. Fidandosi della loro presenza e del loro carisma, la cinepresa crea il filo della narrazione con empatia e circospezione. Con alcune omissioni e cambiamenti, Report segue la narrazione originale attraverso una polifonia frammentaria di lingue e gesti, rinunciando volutamente al diktat dei sottotitoli. Nel film, Friedl spinge al suo limite l’idea stessa di rappresentazione. In Report coabitano corpi, voci, lingue, geografie, classi sociali, storie personali e politiche in un tableau vivant di sofisticata complessità.
Teatro (Report), la seconda opera in mostra, è un grande modello architettonico che riproduce il palcoscenico del Teatro nazionale di Atene dove è stato girato Report nell’estate del 2016. Da anni il concetto di modello è centrale nel lavoro di Friedl. Anche in questo caso, però, non sono la pura mimesi o il documentarismo ciò che interessano all’artista, che, nel realizzarlo, si è soffermato sulla sua funzione di teatro della memoria, riferendosi all’ermetismo rinascimentale di Giulio Camillo e Robert Fludd. Il modello è abitato da una serie di figurine in miniatura degli attori di Report, anche quelli non inclusi nel montaggio finale del film. Come opera, Teatro (Report) è una scultura ambigua, incantata, sempre in dialogo con gli elementi che la compongono, e, in quanto tale, performativa.
La mostra resterà aperta al pubblico tutti i giorni, dal lunedì al sabato, dalle 15.00 alle 19.00, fino al 6 ottobre 2018.

Peter Friedl (1960) è un artista che vive a Berlino. Il suo lavoro è stato esposto in numerose istituzioni internazionali, tra cui il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid; Centre Pompidou, Paris; Walker Art Center, Minneapolis; Van Abbemuseum, Eindhoven; e Hamburger Kunsthalle. Ha partecipato a documenta 10, 12 e 14 (1997, 2007, 2017), alla 48a e 56a Biennale di Venezia (1999 e 2015), alla terza Biennale di arte contemporanea di Berlino (2004), a Manifesta 7, Trento (2008), alla settima Biennale di Gwangju (2008), alla 28a Bienal de São Paulo (2008), a La Triennale, Paris (2012), alla Biennale di Taipei (2012 e 2016), alla 10a Biennale di Shanghai (2014) e alla prima Biennale di Anren (2017). Tra le personali sono da ricordare OUT OF THE SHADOWS, Witte de With, Center for Contemporary Art, Rotterdam (2004), Work 1964-2006, Museu d’Art Contemporani de Barcelona, Miami Art Central, Musée d’Art Contemporain, Marseille (2006-2007), Blow Job, Extra City Kunsthal, Antwerp (2008), Working, Kunsthalle Basel (2008), Peter Friedl, Sala Rekalde, Bilbao (2010), The Dramatist, Artspace, Auckland (2014), The Diaries, Grazer Kunstverein, Graz (2016) e Teatro Popular, Lumiar Cité, Lisbona (2017).

Questa è la sua terza personale presso Guido Costa Projects.