De Serio

7 novembre 2009 - 7 gennaio 2010
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Guido Costa Projects è lieto di annunciare l'inaugurazione di Love - trilogia dell'amore, prima mostra personale di Gianluca e Massimiliano De Serio, presso la sede della galleria in via Mazzini 24, a Torino.

Riflessione sui modi e i tempi dell'amore profano, sul contenuto visionario dei sentimenti e sulle energie sottili che scatenano, Love racconta tre storie esemplari, tre “autoritratti”, in bilico tra il desiderio e la sua soddisfazione ed in cui elementi macroscopici si distillano in frammenti narrativi microscopici dal forte contenuto simbolico. L'amore sorvola mondi fantastici, si inabissa in scenari primigeni, esplode nel caos della creazione, per poi riconvertirsi in atti quotidiani, dilatati e ossessivi, tra nevrosi e appagamento. La trilogia analizza l'amore in tre delle sue infinite declinazioni: il congiungimento, la perdita e la ripetizione gioiosa, ciascuna trasposta in fabula e agita in presa diretta con straordinario trasporto, come un grande affresco espressionista delirante, ma umanissimo.

A Star Love (anagramma di Salvatore, il suo protagonista), è un fermo immagine su una storia felice, un amore appagato e corrisposto, quasi una sintesi tra lontane galassie, dove l'ansia della ricerca si distilla in un lungo bacio, vorace e terrestre, a suggello di una ricerca dell'altro perigliosa e sfibrante, come un viaggio astrale nel proprio passato. Già presentata a Trento, in occasione di Manifesta, l'opera ha ritmi binari, contrapposti su due grandi schermi, come una sorta di dialogo tra l'immensamente grande e l'assolutamente minuscolo, tra universale e particolare.

Lo stesso avviene in A Dark Love, in cui Rosario si interroga sull'impossibilità dell'amore, travestendo la propria storia, votata al fallimento, in una sorta di navigazione epica nelle viscere di un luogo fantasma tra ere geologiche immaginarie. E' un amore privo di sintesi, non ci sono baci a suggellarlo, ma atti mancati, come superare la repulsione per l'acqua bevendone un bicchiere colmo in un unico lunghissimo gesto, come in apnea. Una sottile violenza protratta all'infinito, senza redenzione alcuna.

Love è un'opera breve, ma deflagrante, in cui ogni istante di girato si carica di enormi energie sentimentali e psichiche. E' un tema in minore, portato all'esplosione dei toni maggiori, criptico e melodrammatico al tempo stesso, doloroso e giocoso. Non è un caso che tutti i protagonisti, anche quelli semplicemente evocati nell'amore impossibile, hanno in comune un'esperienza quotidiana fortemente problematica: sono ospiti di una stessa comunità alloggio, in lento recupero del loro male di vivere.

La proiezione principale, su grande schermo, è “Animalove”. Giampiero e Rocco, due amici di lunga data, eseguono, ripresi in un rigido piano sequenza, una prova d’amore verbale e una prova d’amore fisica ciascuno.

Giampiero lascia cadere in un solo occhio aperto, mentre racconta il suo viaggio d’amore, delle gocce di un collirio di lacrime artificiali, senza interruzione per l’intera performance. Giampiero ha vissuto una lunga storia d’amore con Alessandra, durante la quale la psicosi lo ha colpito.

Il piano sequenza di “Animalove” continua con le “prove” di Rocco, l’altro protagonista. Rocco bacia il suo cane per lunghi minuti, ed esegue la sua improvvisazione verbale raccontando il viaggio fantastico alla ricerca dell’amore e di se stesso, durante e dopo lo shock che gli ha indotto una psicosi da cui è in parte lentamente uscito grazie ad un cane.

Terza parte del percorso e punto d’arrivo di “Love”, “Animalove” scava all’interno delle prime due parti e le riassume in una narrazione bicefala, tesa tra il sogno e la veglia, la messa in scena e la memoria, la performance e la vita.

“Animalove” è il destino dell’amore: unisce due estremi complementari del sentimento amoroso, l’amore spirituale (dell’anima) e quello animale, per la natura e per l’essere vivente.

Compiendo estremi gesti d’amore, prove inedite nella loro insistente lunghezza del piano sequenza, i due protagonisti rivelano carnalmente l’invenzione del loro racconto, ciò che potremmo chiamare la loro messa in scena di una performance mnemonica, o di una memoria performante, reinventata.

Il gesto di Giampiero racchiude la contraddizione di cui tutti i gesti di “Love” si fanno portatori: le lacrime artificiali sono gocce di collirio che, anziché alleviare le fatiche della visione, sembrano accentuarle per l’insistenza con cui Gianpiero le fa cadere, una ad una, sugli occhi semiaperti. Le lacrime, così ravvicinate, diventano “onde”; esse svelano l’artificio e, al contempo, si trasfigurano in vera commozione.

Amante della natura, salvato da un cane grazie al quale ha riconquistato uno spazio sociale nella sua vita “interrotta” dallo shock dell’incidente, Rocco bacia a lungo quel cane senza interruzione. Il gesto affettuoso che molte persone fanno al proprio cane, diventa un estremo tentativo d’imporsi come essere umano degno e legittimo custode di un sentimento puro. Il bacio del cane è un gesto tenero, ma la visione macro, la lunghezza e il punto di vista lo deformano in un atto di divoramento/adorazione radicale; il cane diventa lupo; l’uomo, coraggioso domatore di bestie.

Il racconto di Rocco, invece, è il resoconto fantastico del suo viaggio interiore, ma anche fisico, attraverso una città di fantasmi vuota e spettrale, invasa dalla natura e dalle rovine, di cui i tre “pezzi” della trilogia vogliono essere l’intima rappresentazione.

Racconti basati sulla loro esistenza, le due prove verbali attualizzano la memoria nella trasfigurazione fantastica. Il ricordo della propria vita, diventa racconto meraviglioso, che si muove tra paesaggi urbani di volta in volta trasformati da inferno in “paradiso”, da ostile “foresta” di pericoli e animali, “metà vivi” e “metà morti”, a paradiso terrestre dove il tempo è “sospeso”, la natura è “pura” e gli animali sono “fantastici”.

È però la natura stessa, l’animale, a prendere infine il sopravvento: il cane sembra salire a rango di essere umano, ma senza parola. Amante muto e testimone, epiteto e simbolo, custode dell’amore, la bestia diventa gesto puro, azione, co-autore del sentimento.
A differenza di “A Star Love” e “A Dark Love”, il doppio-(auto)ritratto di “Animalove” s’innesta in una rete musicale, composta dalla voce dei protagonisti e dalla musica del Sesto Libro dei Madrigali di Gesualdo da Venosa. I testi dei madrigali, canti d’amore profano, sono esempi di grande alternanza d’invenzioni poetiche e contrappuntistiche, contrasti di sentimenti e chiaroscuri musicali che trovano corrispondenza nei viaggi picareschi e dolorosi di Rocco e Giampiero, ma anche di Salvatore e Rosario, i protagonisti di “A dark love” e “A star love”.

L'opera dei gemelli De Serio è una sorta di tenero omaggio a questa ricerca dell'equilibrio, attraverso una didattica dell'amore, che ricolloca ogni devianza in un'unità fondamentale che è il nostro desiderio di vita. Love è una ricerca profonda, fatta in punta di piedi, ma con la forza del trattato filosofico, pregna di simboli, ma leggibile come una grande favola di cui ognuno di noi conosce i protagonisti: l'io, l'altro e la potente forza che tutto sostiene, l'amore.

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Gianluca e Massimiliano De Serio (Torino, 1978), sono tra i giovani artisti italiani più personali e interessanti degli ultimi anni. Il loro lavoro, esclusivamente in pellicola o in video, ha raccolto consensi e grande interesse fin dal loro esordio, guadagnando loro importanti riconoscimenti e premi in festival e rassegne internazionali (dagli European Academy Awards, ai Nastri d’Argento e David di Donatello, dal festival di Rotterdam a quello di Torino). Loro opere sono state esposte in molti musei e istituzioni in Italia e all’estero. Hanno partecipato alla Triennale di Torino e a Manifesta 2008. Diverse personali in spazi pubblici sono state loro dedicate, tra le quali alla Fondazione Olivetti (Roma) e al Museo de Arte Moderna di Cali (Colombia).