Square Circle Star Cross Waves, The Dreamer, 2012,  cera, capelli, legno, metallo, indumenti, 225 x  150 x 68 cm.

Paul Fryer

10 novembre 2012 - 31 gennaio 2013
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Sabato 10 novembre 2012, dalle ore 21.00, presso Guido Costa Projects a Torino, si inaugura la nuova personale di Paul Fryer, Square Circle Star Cross Waves.
A cinque anni di distanza da Martyr, la sua grande installazione che segnò il suo importante debutto sulla scena italiana, Paul Fryer ritorna a Torino con una selezione di opere recenti, realizzate per lo spazio della galleria.
Fin dai suoi esordi nei primi anni '90, Paul Fryer si interroga sul sottile confine che separa natura e soprannaturale, trovando nella scienza e nella sua storia uno sterminato archivio di paradossi e di meraviglie. Le sue macchine, le sue sculture, le grandi installazioni, pur facendo tesoro delle leggi fisiche e dei più aggiornati risultati della scienza sperimentale, nascono proprio dove termina il lavoro dello scienziato, traducendo nel linguaggio caldo dell'arte la freddezza analitica dell'esperimento. Se Martyr, nella sua veste di omaggio ai caduti della prima rivoluzione elettrica del secolo scorso, si schierava deliberatamente nel regno del visibile e del verificabile, la storia, questa nuova mostra ci trasporta in un territorio alieno, ai confini tra possibile ed impossibile, interrogandosi sulla relazione tra realtà e finzione. E lo fa con un gusto volutamente d'altri tempi, quasi da almanacco popolare, in quel luogo magico in cui scienza reale e fantastica si mischiano l'una con l'altra, interrogandosi sui misteri e sulle ambiguità della realtà fisica.
Levitazione, comunicazione extrasensoriale, illusione ottica sono tutti elementi di questo scenario che Paul Fryer allestisce come se ci volesse introdurre in un vecchio padiglione di curiosità, dal sapore vagamente circense. E' come se giocasse con la verosimiglianza dei fatti, ricordandoci, però, che proprio il patrimonio onirico nasconde talvolta la verità ultima del fenomeno.
The Dreamer, vero e proprio centro della mostra, è quasi un omaggio all'epoca d'oro dello spiritismo, di cui proprio la levitazione, più che l'evocazione dei defunti, fu uno dei temi più controversi, come dimostra la storia della veggente napoletana Eusapia Palladino, capace di sedurre tanto l'opinione pubblica internazionale, che studiosi del calibro di Cesare Lombroso (che le dedicò un famoso saggio), o addirittura premi Nobel come Pierre e Marie Curie, o Charles Richet. Lo stesso si può dire per un'altra opera in mostra, realizzata con le carte di Karl Zener, sorta di strumento per la sperimentazione della trasmissione del pensiero (ESP), diventate poi d'uso comune negli spettacoli di magia. Non ultimo il chromatropes di Sir David Brewster, di cui Paul Fryer ci propone una magnifica rilettura, nato in epoca vittoriana come banco di prova delle tante teorie dei colori, parente stretto del più famoso caleidoscopio e delle prime lanterne magiche, e anch'esso passato dalla rarefazione dei laboratori scientifici, al territorio popolare delle pseudoscienze.
Paul Fryer ama confrontarsi da sempre con tali paradossi, trasformandoli in opere dalla perfezione apollinea, sottolineata dalla nobiltà dei materiali con cui lavora: cera, metalli levigati, legni pregiati. Da qui nasce la particolare forza seduttiva delle sue opere, nate da un preciso equilibrio di materia, idee e storia occulta del pensiero. Il tutto declinato secondo il vocabolario delle arti contemporanee in un sottile gioco di citazioni che, dall'iperealismo, all'arte povera, da Gordon Matta Clark a Susan Hiller, fino agli esperimenti ottici di Duchamp e Man Ray, danno vita ad una mostra assolutamente unica e di grande potere evocativo.
La mostra rimarrà aperta al pubblico tutti i giorni in orario di galleria fino alla fine di gennaio 2013.

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Paul Fryer (Leeds 1964), è una delle figure più rappresentative della scena artistica britannica contemporanea. Ha esposto in Europa e Stati Uniti e le sue opere sono presenti in molte tra le più importanti collezioni al mondo, sia pubbliche, che private. Questa è la sua seconda mostra presso Guido Costa Projects.