Fresh Wood, 2007, vista dell'installazione

Tom Johnson

29 maggio - 28 luglio 2007
Immagini

Martedi' 29 maggio 2007, dalle ore 18.30, presso Guido Costa Projects in via Mazzini 24 a Torino, si inaugura la prima personale italiana dell'artista statunitense Tom Johnson.

Nato a New York nel 1966 e gia' conosciuto dal pubblico torinese per via della sua performance (Standing date, 2005), in occasione della prima Triennale, Tom Johnson lavora ai limiti delle pratiche tradizionali, sperimentando in ogni sua mostra una particolare strategia di crossover che contamina stili e materiali in una direzione espressiva assai personale e contemporanea. Di solida formazione accademica (ha studiato a Bard ed ha lavorato per anni come assistente di Matthew Barney), il lavoro di Tom Johnson, pur fondandosi su un preciso impianto concettuale, sa pero' far tesoro della materia, agita e distillata con grande liberta' e padronanza. Nelle sue sculture convivono materiali diversi, poveri e sofisticati, in un gioco dialettico ricco di tensione. Spesso la leggerezza si fa peso, o, al contrario, la densita' della materia si fa rarefatta, in una costante domanda sulla statica, sulla gravita' e sulla portata di strutture e superfici. Tutto cio', in un divertito esperimento stilistico e formale in cui convivono riferimenti antichi (in una sorta di paradossale neo-country), e visioni modernissime, in stretto contatto con i documenti piu' interessanti della nuova scultura statunitense, da Banks Violette a Terence Koh.

La mostra torinese si gioca per intero su questa complessa articolazione dello spazio e delle forme, avvalendosi dei materiali piu' diversi, dalla ceramica, ai metalli, dalla carta, al legno, sovrapposti in una sorta di stratificazione geologica, e declinati secondo cromatismi volutamente primordiali, con un occhio di riguardo al disegno e alla fotografia, spinte al limite della tridimensionalita'. Il risultato e' spiazzante, influenzato com'e' dal dinamismo che guida ogni lavoro, proposto innanzitutto come "forma agita" e come opera in fieri, piu' che come solidificazione e compimento di un'idea.

Una scultura, quella di Tom Johnson, cha ha la sua segreta origine nell'atto performativo, piu' o meno dichiarato, e che si spiega perfettamente alla luce di altri importanti suoi lavori, tutti nati nell'ambito di azioni o interazioni tra opera, contesto e pubblico.La mostra di Tom Johnson si situa all'interno di un progetto di galleria piu' ampio, dedicato alla documentazione delle zone limite della scultura contemporanea, iniziato nel 2004 con Martin Kersels, proseguito negli anni seguenti con le due grandi mostre di Paul Etienne Lincoln, e che avra' nella stagione 2007-2008 due appuntamenti esemplari con le personali di Paul Fryer e Robert Kusmirowski .

La mostra restera' aperta al pubblico, secondo gli orari di galleria, fino al 28 luglio 2007.

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Tom Johnson (New York City, 1966, vive e lavora tra New York e Torino), si e' formato al Bard College di Annadale ed espone regolarmente negli Sati Uniti dal 2000. Nel 2005 ha partecipato alla mostra Greater New York, presso il PS1 di New York e a The pantagruel sindrome al Castello di Rivoli di Torino. La sua ultima personale, What a good boy wants, al MIT di Boston, e' del 2005. Questa di Torino, presso Guido Costa Projects, e' la sua prima personale in Europa. Tom Johnson e' rappresentato da CANADA Gallery, New York, e Guido Costa Projects, Torino.

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