Untiled (selfportrait at home), 2014, fotografia a colori,  156 x 315 cm. (156 x 105 cm. ognuna), vista dell'installazione

Boris Mikhailov

10 ottobre 2014 - 31 gennaio 2015
immagini

Venerdi 10 ottobre 2014, dalle 18.30, si inaugura in galleria "Men's Talk", prima parte di una serie di mostre ed iniziative dedicate al lavoro recente dell'artista ucraino Boris Mikhailov.

E' dunque con grande piacere e orgoglio che proponiamo al pubblico torinese questa serie inedita di piccole fotografie in bianco e nero, scattate dall'artista in Ucraina nel 2011. "Men's Talk" è un lavoro fortemente simbolico per quanto riguarda la produzione recente di Mikhailov, al punto da poter essere considerato una sorta di distillato di alcuni aspetti, estetici e politici, che accompagnano da sempre le riflessioni del grande maestro.

I 43 scatti, tutti di piccole dimensioni, deliberatamente modesti nella tecnica e nell'ambientazione, sono giocati fino in fondo sull'ambiguità e sul sottile confine tra realtà e verosimiglianza, tra autorialità e documentazione. Sono opere da camera, privatissime ma esemplari. In esse ritroviamo tutto il mondo di Mikhailov, i suoi volti, le geometrie dei corpi, la sua costante ricerca dell'umanità, pur nella sofferenza, nel paradosso e nella miseria.

"Men's Talk" è una storia di prigione, di emarginazione e di solitudine, una storia tenebrosa, illuminata da sprazzi dolenti di seduzione, forse una storia d'amore. Come in "Case History", i protagonisti sono gli ultimi, "gli amputati", esistenze congelate in un mondo "altro", sia esso quello delle istituzioni, che quello della miseria pura, anonima e senza storia.

Ancora una volta è fare i conti con quanto vive accanto a noi negli interstizi del potere e della legge, e a cui solo l'arte permette un temporaneo e lieve riscatto. Non a caso, l'artista ha eliminato ogni traccia che possa turbare tale sospensione nei tempi, nei luoghi e nell'identità, preferendo al principio di identificazione i toni tragici del compianto. Di fronte a noi non abbiamo corpi o storie individuali, abbiamo il Corpo e la Storia. Il corpo di tutti e la storia di tutti.

Ecco perché "Men's Talk" è un'opera importante, e non solo nella lunga e straordinaria carriera d'artista di Boris Mikhailov.

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Sabato 8 novembre 2014, dalle 21.00, si inaugura in galleria la seconda parte di "Men's Talk" di Boris Mikhailov con la presentazione al pubblico di una straordinaria, nuova opera dell'artista ucraino.
Accanto ai 43 scatti in bianco e nero realizzati dall'artista nel 2011 e raccolti nell'omonima serie, "Men's Talk" si conclude idealmente con un suo grande autoritratto in forma di trittico, appositamente concepito per la mostra.
Ancora una volta, è protagonista il corpo umano, messo in scena senza filtri ne censure e colto nella sua dolente fragilità. Boris Mikhailov non è nuovo alla pratica dell'autoritratto, che ha declinato in moltissime varianti fin dai suoi esordi sul finire degli anni '60. Sono celebri i primi esperimenti in piccolo formato, poetici ed ironici, spesso accompagnati da riflessioni a margine, surreali e stranianti. Del 1992 è la serie "I Am Not I", in grande formato e stampata su vinile, in cui l'artista si mette in scena senza filtri in una sequenza esilarante di azioni simboliche, classiche e grottesche al tempo stesso. Immagini che fecero grande scandalo, portando addirittura alla chiusura della mostra da parte della polizia sovietica il giorno stesso dell'inaugurazione.
Questo grande trittico inedito completa idealmente tale traiettoria a distanza di più di vent'anni, restituendoci l'immagine di un corpo invecchiato e dolente in un impietoso ribaltamento dei toni e delle intenzioni. All'ironia graffiante sulla perfezione muscolare del corpo di "I Am Not I" si sostituisce il compianto impudico sul suo deformarsi e decadere. Anche i colori risentono di questa inarrestabile corruzione, facendosi cupi e bluastri, come nella disgregazione post mortem della carne. L'artista ci costringe a confrontarci con il nostro destino di esseri finiti, in una posa simbolicamente in bilico tra dentro e fuori, tra presente e futuro. Questa grande opera, preziosa ed in esemplare unico, è una sorta di memento mori, ma anche un perfetto compendio stilistico dell'arte di Mikhailov, in cui si riassumono i suoi gesti, le sue dominanti cromatiche e l'intero suo pensiero d'artista.
E' perciò con estrema gratitudine verso di lui che esponiamo questo importante trittico, compimento ideale di una traiettoria tra le più innovative e personali dell'intera storia della fotografia recente.
La mostra rimarrà aperta al pubblico fino a fine gennaio 2015.

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Boris Mikhailov (Kharkov, Ukraine, 1938), è uno dei più importanti fotografi viventi, che ha profondamente segnato la storia della fotografia contemporanea con cicli assolutamente innovativi, sia per l'estetica, che per i temi affrontati. Dotato di uno stile fotografico inconfondibile, rude e poetico al tempo stesso, ha ricevuto riconoscimenti prestigiosi (a partire dal premio Hasselblad nel 2000), ed innumerevoli mostre personali nei più grandi Musei (Stedelijk Museum di Amsterdam nel 1998; Institute of Contemporary Art di Boston nel 2004; Sprengel Museum di Hannover nel 2007; National Center For Contemporary Art di Mosca nel 2008; MoMA - Museum of Modern Art di New York nel 2011 e Berlinische Galerie di Berlino nel 2012). Le sue opere sono presenti nelle maggiori collezioni pubbliche e private al mondo. Alcuni frammenti di una sua serie recente (Structures of madness, or why shepherds living in the mountains often go crazy, 2011-12) sono attualmente in mostra al Castello di Rivoli nella mostra "Intenzione manifesta. Il disegno in tutte le sue forme". "Men's Talk", frutto di un rapporto con la galleria ormai ventennale, è la sua quarta personale torinese.

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