Naomi with her sister, Honey, 1972

Nan Goldin

2 luglio - 24 ottobre 2015
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Prima Parte

Giovedì 2 luglio 2015, dalle ore 19.00, si inaugura a Torino, nello spazio di Guido Costa Projects, una nuova personale di Nan Goldin.

La mostra, di grande importanza storica e documentaria, suggella un lungo rapporto di collaborazione con la galleria, sedimentato in numerosi progetti espositivi, editoriali e di vita in Italia e nel mondo. Una relazione così importante ed intensa meritava perciò una mostra speciale, capace di raccogliere opere speciali e assolutamente inedite.
La mostra, inoltre, si propone come primo passo di un progetto più complesso e ambizioso dedicato a Nan Goldin, articolato in una serie di appuntamenti espositivi diluiti nel tempo ed indirizzato ad una ricognizione puntuale di alcune tra le componenti più segrete ed intime della sua storia d’artista.
Le opere raccolte in galleria, tratte dai suoi archivi di New York, risalgono ai suoi anni bostoniani (1970-1974), assolutamente cruciali nella sua storia personale e creativa. L’intero progetto parte proprio da lì, dai suoi primi passi in arte poco più che adolescente: sono fotografie che precedono di quasi un decennio la sua celebre “Ballad of Sexual Dependency”, ma già caratterizzate da una forza ed una disinvoltura creativa d’eccezione, sorrette da una passione vera e da un’urgenza rara e potente. Non a caso, proprio questo decennio avrebbe fatto di questa timida ragazza della middle class della provincia americana una delle voci artistiche più radicali e innovative della scena artistica internazionale.
Questa mostra torinese raccoglie circa quaranta fotografie scattate tra il 1970 e il 1974, proponendosi come una sorta di backstage dei suoi primi cicli organici di lavori, poi confluiti parzialmente in alcuni suoi volumi degli anni ’90, da “The Other Side”, a “A Double Life”, libro, quest’ultimo, realizzato in collaborazione con il suo amico di sempre David Armstrong. Sono scatti in bianco e nero e a colori, spesso di piccolo formato, sviluppati e stampati dall’artista in un numero limitatissimo di copie, talvolta addirittura in un unico esemplare. Da questo corpus, che conta poche decine di opere, nella seconda metà degli anni ’90 vennero poi selezionati alcuni scatti ritenuti esemplari, ristampati in un’edizione a diciotto esemplari di medio formato. Ma a parte queste poche fotografie (alcune, del resto, molto note), tutto il resto del materiale è restato fino ad oggi inedito, ad esclusione degli scatti contenuti nella “Dazzle Bag”, esposta al Whitney Museum nel 1996, in occasione della sua prima grande retrospettiva, e delle immagini utilizzate per lo slide show, pressochè coevo, “The Other Side”.
Nella mostra abbiamo deciso di presentare esclusivamente quegli scatti che hanno un valore esemplare all’interno dell’intera storia dell’artista: dai suoi primi esperimenti con il colore, ai suoi sforzi iniziali nel dare coerenza narrativa ad immagini apparentemente d’occasione, fino alle tracce sottili della sua consapevolezza teorica e politica che si va via via affinando. Insomma, abbiamo voluto far parlare al meglio la Nan Goldin delle origini, la brillante esordiente, molto prima dei suoi anni di New York, di Times Square, del Mudd Club e del suo folgorante debutto sul palcoscenico importante delle grandi gallerie e dei musei internazionali.
Ecco perché, con una punta di orgoglio, proponiamo al nostro pubblico questi straordinari documenti privati, certi di raccontare un frammento significativo dell’arte e della fotografia degli ultimi decenni.

Seconda parte

Lunedì 21 settembre 2015, dalle 18.30, presso Guido Costa Projects in via Mazzini 24, a Torino, si inaugura la seconda parte della personale dell'artista statunitense Nan Goldin.

La mostra si propone come un dialogo e un compimento del progetto espositivo inaugurato in galleria il 2 luglio di quest'anno, e dedicato ai suoi primi scatti fotografici in bianco e nero, realizzati a Boston tra il 1970 e il 1974.
Questa nuova mostra si concentra, invece, sui suoi lavori più recenti, concepiti e realizzati tra il 2014 ed oggi, e sorprendentemente realizzati con una tecnica per lei assolutamente inedita: il disegno.
Siamo perciò estremamente orgogliosi di poter proporre al pubblico, per la prima volta in assoluto, una parte del suo lavoro d'artista mai giunta finora ad una dimensione condivisa. Il disegno, per Nan Goldin, sebbene esercitato con costanza e rigore ormai da alcuni anni, è stato da lei sempre considerato materiale privatissimo, che raramente ha superato la cerchia degli amici più intimi e la soglia del suo studio .
La mostra raccoglie 28 disegni, realizzati con tecniche diverse su carte di grammatura e formato via via differenti. Una pratica che Nan Goldin esercita con grande libertà, ma estremo rigore cromatico e compositivo, considerando il disegno una sorta di farmaco per l'anima, in segreto e costante dialogo con la sua fotografia di cui, per molti versi, è compimento e sublimazione.
I suoi, sono disegni talvolta tracciati con mano veloce, quasi fossero delle note diaristiche in forma di tratto di penna, pennello o pennarello; altre volte sono estremamente meditati, zeppi di pentimenti e veicolati con tecniche per lei assolutamente inedite, giammai governate dall'esperienza o dall'accademia. In ognuno di essi, però, parla una precisa sensibilità, un'identità forte, una mano.
I temi e i soggetti utilizzati sono vari, dall'annotazione dal sapore diaristico, all'autoritratto, fino alla dimensione onirica, governata da una sorta di scrittura automatica, capace di dare volto a fantasmi e ossessioni.
Per questi motivi la selezione di questo piccolo corpus di disegni è stata particolarmente laboriosa, avendo come obbiettivo primario quello di isolare da una produzione, come si è detto, piuttosto rilevante (è suo costume l'esercizio quotidiano del disegno), quelle opere capaci di condensare in esse modalità espressive ricorrenti, via via fatte proprie, talvolta all'origine di piccoli cicli di lavori, nati da un incontro, da una visita ad un luogo, da un particolare stato d'animo.
Da qualche anno a questa parte, per Nan Goldin disegnare è diventato un esercizio riflessivo assai importante che scandisce i suoi giorni (meglio: le sue notti), un esercizio declinato con estremo pudore ed una certa, comprensibile ritrosia di fronte al giudizio degli altri, al punto che non è stato facile, tantomeno automatico, pensare ad una presentazione pubblica di questo materiale. E' perciò con grande gioia, ma anche con tanta attenzione e delicatezza che ci siamo inoltrati assieme in questo suo universo inesplorato e fragile, seppur vibrante di energia e precisa determinazione.
Il suo disegno dimostra perciò di non essere una semplice divagazione colta e solipsistica, ma è qualcosa di connaturato alla sua urgenza di raccontare e condividere.

La mostra rimarrà aperta al pubblico tutti i pomeriggi, ad esclusione dei giorni festivi, dalle 15.00 alle 19.00, fino al 24 ottobre 2015.