Cristiano Berti, Eredi Boggiano

Cristiano Berti

12 June - 10 October 2025
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(only italian text) Giovedì 12 giugno, alle 18.00, da Guido Costa Projects, in via Mazzini 24, a Torino si inaugura la mostra Eredi Boggiano di Cristiano Berti. La mostra documenta il progetto di ricerca storica e artistica Cicli futili Boggiano, a cui l’artista ha lavorato per quasi dieci anni, realizzando una grande installazione Discendenze (2018-2025), un video Pero está por ahí, ¿no? (2020), e un saggio storico Eredi Boggiano (Quodlibet, Macerata, 2022).

Il progetto racconta la storia del savonese Antonio Boggiano, giunto a Cuba nel 1796 e insediatosi a Trinidad, dove fu attivo, oltre che nel commercio transatlantico, come mercante di schiavi e latifondista agrario. L’attenzione dell’artista si è principalmente rivolta alle storie delle persone a cui Antonio Boggiano dette il proprio cognome come marchio di proprietà.

Quella dei Boggiano neri è una storia dei tempi della schiavitù, ma vi è anche dell’altro. Dalle ricerche di Cristiano Berti è emerso che tutti i cittadini cubani che oggi portano questo cognome discendono da donne e uomini che furono capaci di riacquistare la propria libertà. Poco prima di morire, infatti, Antonio Boggiano cedette la proprietà agricola e l’intera sua manodopera, che, finalmente libera, assunse il suo cognome. A ben vedere, la storia dei Boggiano ha il sapore della libertà più ancora che della schiavitù.

In questa mostra Cristiano Berti presenta per la prima volta nella sua interezza, in forma di grande installazione, uno dei due alberi genealogici dei Boggiano finora realizzati. L’albero, che traccia circa 300 discendenti, presenta al proprio apice i nomi di uomini e donne nati in Africa. Tre diversi stipiti sono collegati attraverso i matrimoni che coinvolsero la seconda generazione, quella dei Boggiano nati a Cuba (ossia creoli, secondo gli usi linguistici dell’epoca). Due di queste discendenze giungono fino ai nostri giorni.

La genealogia. che ha come capostipite l’africana di etnia mandinga Liberata Boggiano, passa per María Andrea, nata schiava ma libera venti anni dopo in occasione della nascita della sua prima figlia. Lungo il ramo di un altro figlio di María Andrea, José Julián, la discendenza di Liberata prosegue fino a che una generazione di sole figlie femmine estingue il cognome Boggiano. Questa porzione d’albero non è inedita, essendo stata presentata in precedenza alla Biennale di Casablanca (2018), e alla Biennale dell’Avana (2024). La genealogia che ha origine da Rosa e Francisco Boggiano è invece più ricca e articolata. Dal battesimo di una figlia si desume che Rosa era di nación mina, denominazione dovuta al luogo di imbarco - il porto di San Jorge de Elmina sulla costa dell’attuale Ghana. I mina erano generalmente di etnia ashanti o fanti. Francisco è definito, generalmente, africano, ma nel battesimo del figlio Fernando è detto di Santoma (Saint Thomas?). Rosa e Francisco furono uniti in matrimonio ed ebbero almeno dieci figli. La trasmissione del cognome segue la linea della loro figlia Teresa, data in sposa a un africano di nome Felipe. Gli antichi libri notarili di Trinidad conservano gli atti d’acquisto della libertà da parte di Felipe, prima per sé, poi per la moglie e infine per due degli otto figli che erano nati schiavi. Dopo che furono liberi, Teresa e Felipe ebbero altra prole. La linea della trasmissione del cognome passa per la penultima nata, Benita, e prosegue con José Belén, con lui ramificando in tre diverse direzioni. Per questa via la discendenza di Rosa e Francisco giunge fino a tempi assai recenti: l’ultima nascita registrata dall’albero è del 2023.

Cristiano Berti (Torino, 1967), è un artista visuale interdisciplinare, ricercatore e docente di comunicazione multimediale. I suoi progetti più recenti hanno a che fare con i temi della migrazione e della discriminazione, dello sfruttamento sessuale e della criminalità e, più in generale, con la fenomenologia della storia. Ha esposto in Italia e all’estero fin dai primi anni ’90 in spazi pubblici e privati e ha pubblicato diversi volumi in ambito storico e antropologico. Vive a Jesi.