Gioco di specchi, 2017, cover LP, vinile 12”, stampa digitale a colori, 31 x 31 cm.

Chiara Fumai

4 Novembre 2017 - 17 Febbraio 2018 
(prorogata fino al 3 marzo 2018)
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Sabato 4 novembre 2017, a partire dalle ore 21.00, presso Guido Costa Projects di Via Mazzini 24, a Torino, si inaugura la mostra Nico Fumai: being remixed, di Chiara Fumai.
La mostra, organizzata in occasione della Notte delle Gallerie, voluta da Artissima, rimarrà aperta fino al 17 febbraio 2018 (prorogata fino al 3 marzo 2018).
Raccontare per immagini la storia di Nico Fumai così come lo ha fatto Chiara, sua figlia, in questa mostra, non significa soltanto raccogliere delle preziose informazioni alla deriva nella storia culturale recente, ma è anche il tentativo di dare risposta a quesiti di ben più ampia portata, quali l’identità, il rapporto tra padre e figli, l’idea di compimento e di successo e, via via, inoltrandosi su territori sempre più sofisticati e misteriosi, domandarsi il legame tra suono e immagine, tra colore e spazio, fino all’affrontare temi fondamentali e irrisolti quali la permanenza dei valori e la memoria del nome.
Il contesto leggero e trasognato in cui tutto ciò si dispiega è un perfetto colpo di teatro, una sorta di beffa ben congeniata, a cui Chiara Fumai ci ha abituati fin dal suo esordio in arte e durante anni intensi di ricerca e di deliberato ribaltamento dei punti di vista e dei soggetti narranti.
Nico Fumai, il Padre, il suo volto, la sua voce e le sue tante invenzioni musicali, la storia della sua carriera mai decollata, la sua presenza e la sua assenza, accompagnano la storia dell’artista come una costante. Come un conflitto e un memento.
Ma andiamo con ordine, conservando il più possibile la sottile ambiguità di questo controverso rapporto filiale e creativo e l’atmosfera eterea in cui esso si dispiega.
Siamo tra il 2010 ed il 2011 e l’artista alterna serate in discoteca come DJ Pippi Langstrumpf, a timide, ma sorprendenti incursioni nel mondo dell’arte contemporanea come Chiara Fumai. Al 2010, in occasione della mostra Persona in meno, a Guarene, nella sede della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, risale il mio primo vero incontro con la sua opera e con la misteriosa figura di Nico Fumai. Chiara si proponeva al pubblico come performer, mettendo in scena, grazie ad un meccanismo distillato e minimale, la vera storia del padre cantante, con tanto di esempi musicali tratti dalla sua vasta discografia e precise puntualizzazioni storico-critiche. La performance era una sorta di storia della Italo Disco, territorio musicale incognito ai più, su cui Nico Fumai rivendicava piena sovranità e primogenitura. Io, come tutti, ci cascai, cercando disperatamente sulla rete informazioni più dettagliate su nomi, discografie e luoghi di questa misteriosa Italo Disco e sull’ancor più evanescente Nico Fumai. La performance fu un successo, diventando con il tempo quasi un piccolo classico del genere. Chiara era riuscita a dimostrare il suo perfetto controllo del territorio ideale e creativo, giungendo a mischiare senza sbavature storia e finzione, soggetti reali e personaggi inventati di sana pianta. Primo fra tutti proprio Nico Fumai, padre realissimo e musicista per finta. l’Italo Disco, al contrario, esisteva per davvero, proponendosi, tra la fine degli anni ’70 ed i primi anni del nuovo millennio, come uno dei maggiori successi della produzione musicale italiana di tutti i tempi. Come “movimento” era nata nelle discoteche come una versione elettronica e, se possibile, ancor più disimpegnata della musica fatta per ballare. I suoi protagonisti, le cui vere identità venivano spesso mascherate con nomi anglosassoni (dagli Easy Going, ai Questions; da Mike Francis, fino ai più recenti Righeira), avevano venduto milioni di dischi in tutto il mondo. Erano le ultime star internazionali della musica made in italy. La biografia artistica di Nico Fumai era stata modellata da Chiara proprio su tali avvenimenti reali, enfatizzando il suo curioso destino di dimenticato, malgrado la stupefacente pluralità di vocazioni: Nico aveva precorso ogni moda musicale, dal cantautorato, al genere confidenziale; dall’electro-pop, ai new romantic; dalla canzone dialettale, al brano da discoteca. In ogni sua incarnazione si era dimostrato un innovatore, se non un vero e proprio rivoluzionario; eppure il successo non era mai arrivato, precipitandolo in un susseguirsi di clamorosi flop e in un lento, inesorabile oblio. Proprio su tale base fortemente narrativa, nutrita di tanta ironia e di un feroce disincanto, la storia di questo artista misterioso si proponeva come esemplare, emblematica: il destino di Nico è quello dell’artista, di tutti gli artisti.
Per questa sua nuova mostra dedicata al padre, a tanti anni dalla sua prima performance, Chiara aveva invece deciso un percorso assolutamente tradizionale, che desse spessore di opera alle tante idee racchiuse nel progetto così come si era sviluppato nel tempo: nelle sue intenzioni Nico Fumai: being remixed doveva inaugurare in modo forte e significativo la nostra neonata collaborazione, ma chiudere anche simbolicamente questo suo primo ciclo creativo con una produzione inedita di oggetti reali, di opere, di memorabilia.
Per l’occasione Chiara si era messa a disegnare e a dipingere su svariati supporti, aveva realizzato delle piccole sculture in metallo dorato, e aveva messo insieme, per la prima volta, tutta la produzione discografica di Nico - 15 vinili, tra LP e 45 giri -, dando finalmente un corpo fisico ai tanti stili, alle appropriazioni, ai prestiti creativi. A poco a poco, la storia di Nico Fumai aveva perciò assunto nuova forma e dimensione, distillandosi in una mostra articolata e sorprendente, che voleva racchiudere per intero l’inizio e la fine di questo lungo rapporto simbolico e tutta la colonna sonora di tale complessa vicenda umana.
La morte di Chiara, atroce e imprevista, avvenuta pochi mesi orsono, ha come dato forma pubblica e definitiva a tale tragica circolarità privata.
Dopo averci lungamente pensato e di comune accordo con la famiglia, abbiamo deciso di realizzare la mostra così come era stata immaginata da Chiara nel corso di questo ultimo anno e mezzo di lavoro, seguendo con assoluta precisione i tanti appunti ad essa dedicati nei suoi taccuini e le precise indicazioni tridimensionali di allestimento, fornite in una sua grande maquette in scala della galleria.
La produzione dei vinili ha rispettato alla lettera il suo desiderio di farne un’edizione ristretta a pochi esemplari; i colori delle pareti e delle cornici corrispondono alle sue indicazioni da pantone. Nulla è stato frutto di un’interpretazione postuma arbitraria.
Il risultato è una mostra splendida e inconsueta, assai distante, forse, da cosa ci si sarebbe potuto aspettare da una nuova mostra di Chiara Fumai. Nico Fumai: being remixed era, nelle sue intenzioni, un inizio di un nuovo e inedito capitolo creativo: questo è quanto abbiamo cercato di fare, con assoluta modestia e con un necessario e rispettoso passo indietro.
Chiara, sono sicuro, ne sarebbe stata felice.

Chiara Fumai (Roma, 1978 - Bari, 2017 ), artista tra le più significative della sua generazione ha sempre lavorato sull’ibridazione degli stili e degli strumenti espressivi, spaziando dalla performance, al video, alla fotografia, senza tralasciare tecniche più tradizionali come la pittura, il disegno ed il collage. Nelle sue opere è sempre stata rilevante la componente teoretica, spesso declinata con estremo radicalismo, dando luogo ad un personale universo di riferimenti in cui si amalgamano teosofia, esoterismo, riflessioni filosofiche, femminismo e critica della cultura. Artista nomade per vocazione si è immediatamente confrontata sul territorio internazionale, partecipando a importanti rassegne come Documenta 13, a Kassel, nel 2012; Contour 7, a Mechelen, nel 2015; 16° Quadriennale di Roma, nel 2016. Ha esposto al MAXXI di Roma nel 2014; al MACBA di Barcellona nel 2015; e al Latvian Centre di Riga nel 2016. Nel 2013 è stata insignita del IX Furla Art Award; nel 2016 ha vinto il XIV Premio New York, e l’Art Fellowship della Dena Foundation. Sue opere sono conservate in numerose collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero. Il suo lascito è conservato presso l’Archivio Chiara Fumai di Bari e rappresentato da Guido Costa Projects di Torino.

La mostra Nico Fumai: being remixed non sarebbe stata possibile senza l’impegno ed il supporto dell’Archivio Chiara Fumai di Bari, di Liliana Chiari, di Nico Fumai e di quanti hanno sostenuto e creduto nel progetto.