Enzo Obiso

13 - 17 giugno 2017
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La mia collaborazione con Enzo Obiso ha radici assai lontane nel tempo. E nel tempo, con cadenza discontinua, ma precisa, ha dato frutti diversi, tra mostre, edizioni e progetti condivisi.
La casa di Francesco, portfolio fotografico dedicato a Francesco Casorati, è uno di questi momenti comuni, nato alcuni anni fa e portato a termine nel 2016 con la costanza e la precisione che contraddistinguono il lavoro di Enzo.
Esulando dalla pressione del mercato e da qualsiasi altra necessità secondaria che non fosse il desiderio di rendere omaggio ad un amico scomparso con la grazia e la bella ritrosia che lo accompagnavano in vita, questo piccolo ciclo di dodici fotografie in bianco e nero racconta con discrezione una storia di arte e pittura, narrata più dagli spazi e dagli strumenti di lavoro, che dall’opera finita. E’ una narrazione di silenzi, un canto dell’assenza.
Il lavoro di Obiso si è organizzato innanzitutto per sottrazione, facendosi poi attento al nucleo più caldo del processo creativo di Francesco Casorati. Detto altrimenti: l’artista ha avuto come obbiettivo primario quello di distillare elementi altamente significanti nel mare indistinto del significato condiviso.
Ecco il motivo che lo ha spinto a lavorare in modo trasversale e indiretto, soffermando la sua attenzione, innanzitutto sull’idea di studio e di casa. Una casa intesa come luogo dell’esserci e in cui, sempre, si manifesta l’essere. Un punto di vista che ci piace pensare sia stato condiviso non soltanto tra noi due, ma anche da Francesco.
Le dodici fotografie, scattate tra il giugno ed il settembre 2013 nell’ultimo studio di Francesco Casorati (studio che usarono anche il padre Felice e la madre Daphne), colgono con assoluta chiarezza l’atmosfera che fu e che è, ancora oggi, tipica di quelle stanze, sorta di isola nascosta nel fluire discontinuo della vita del centro città.
Ciascuno di noi due ne ha parlato in modo diverso: Enzo con quei contrasti decisi, capaci di raccogliere l’attimo, tipici della sua fotografia; io con le mie parole ed il racconto del curioso legame che negli anni si costruì tra me e Francesco. Ma in questo piccolo omaggio c’è innanzitutto lui, Francesco, che di questi spazi, per lungo tempo, è stato anima; spazi che ne hanno contenuto sogni e fantasie, tentativi e pentimenti, colori ed ombre.

Un particolare ringraziamento a Paola e a tutti i collaboratori al progetto.   

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Enzo Obiso (Campobello di Mazara, 1954), si dedica alla fotografia fin dalla metà degli anni ’70. Ha esposto in Italia e all’estero in gallerie private e musei, documentando il suo lavoro in svariati libri e monografie (tra le tante pubblicazioni: India, Monica Smith Editore, Torino, 1990; Ritratti di beata bellezza, Guido Costa Ed. Torino,1993; Enzo Obiso, Edizioni Toselli, Milano, 2003; Invito, Cardi Edizioni, Milano, 1996; A occhi nudi, Corso Venezia otto, Milano, 2005; Tempo ideale, Edizioni d’Arte Fratelli Pozzo, 1999). Vive e lavora a Torino.